24CFU o 60CFU?
Come ottenere i requisiti essenziali per l'insegnamento

Se hai scelto di intraprendere la strada dell’insegnamento nelle scuole secondarie di primo e secondo grado avrai necessità di fare chiarezza sull’acquisizione di 24 CFU o 60 CFU per l’insegnamento (Crediti Formativi Universitari) per accedere alle classi di concorso. 

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Tabella dei Contenuti

Una volta conseguita la laurea e ottenuto un titolo idoneo per una specifica classe di concorso, il percorso verso l’abilitazione per coloro che desiderano insegnare nella scuola secondaria di primo e secondo grado, prevede l’acquisizione di almeno 24CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.

Tuttavia, è importante sottolineare che la recente riforma del reclutamento dei docenti, introdotta dall’ex Ministro Bianchi, ha aumentato il numero di CFU necessari a 60.

Il Decreto Ministeriale del 1999, che stabilisce le norme per i corsi a distanza e le università telematiche, riconosce esplicitamente come uno dei suoi obiettivi fondamentali il miglioramento dell’accesso alle risorse di apprendimento per categorie specifiche di studenti, tra cui quelli con disabilità. 


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24 o 60 CFU per l’insegnamento: Cosa c’è da sapere

La Riforma Bianchi, recentemente approvata, ha introdotto importanti cambiamenti per coloro che desiderano diventare insegnanti. Fino a poco tempo fa, bastavano i tradizionali 24 CFU  per accedere alla professione, ma ora sono richiesti 60 crediti formativi universitari o accademici (CFA), di cui almeno dieci di area pedagogica (necessari per la formazione iniziale) e incluso il tirocinio (diretto e indiretto) non inferiore a 20 CFU.

Un’altra novità introdotta dalla riforma è l’obbligo di sostenere un concorso pubblico, che può essere organizzato a livello regionale o inter-regionale. Superato il concorso, gli insegnanti saranno sottoposti a un periodo di prova di un anno prima di poter conseguire l’abilitazione definitiva attraverso un esame finale.

La formazione necessaria per ottenere i 60 CFU sarà organizzata dalle università e potrà essere seguita anche da coloro che sono già iscritti a un corso di laurea. Il percorso formativo includerà anche un tirocinio obbligatorio, sia diretto che indiretto. Il tirocinio diretto consisterà nell’effettuare attività di insegnamento in una scuola, mentre il tirocinio indiretto prevederà simulazioni realistiche svolte all’università.

Una possibile modifica riguarda l’accesso ai percorsi formativi universitari, che potrebbe essere soggetto a un numero chiuso. Questa misura è stata proposta per evitare un eccesso di aspiranti insegnanti rispetto al reale fabbisogno delle scuole italiane. Tuttavia, i criteri di selezione e gli eventuali requisiti di accesso devono ancora essere definiti.

La Riforma Bianchi non è ancora pienamente operativa e diventerà obbligatoria solo a partire dal 31 dicembre 2024. Fino a quella data, coloro che avranno conseguito i 24 CFU entro il 31 ottobre 2022 potranno completare il percorso per acquisire i restanti 36 CFU richiesti.

Va sottolineato che esistono delle eccezioni per alcuni insegnanti, come quelli precari con almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque anni, che potranno acquisire solo 30 CFU dopo aver superato il concorso. Allo stesso modo, chi possiede già un’abilitazione per un’altra classe di concorso o per un altro grado di istruzione, o chi è abilitato come insegnante di sostegno, dovrà conseguire solo 30 crediti anziché 60.

Infine, è importante notare che i 60 CFU non sono richiesti per l’assegnazione di supplenze temporanee ottenute tramite la messa a disposizione o per l’inoltro di una domanda di abilitazione dirigenziale (MAD).

24 o 60 CFU per l’insegnamento: Diversi percorsi formativi

L’abilitazione all’insegnamento rappresenta il prerequisito fondamentale per ottenere una posizione stabile a tempo indeterminato e garantisce l’inclusione nella prima fascia delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS), offrendo maggiori opportunità di ottenere incarichi di supplenza a lungo termine.

In passato, esistevano diversi percorsi formativi con tirocinio per conseguire l’abilitazione, come ad esempio Ssis, Tfa e Fit. Tuttavia, a partire dal 28 aprile 2020, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) ha stabilito che l’unico modo per ottenere l’abilitazione all’insegnamento è partecipare e superare il concorso scuola.

Questo vale in particolare per la scuola secondaria di primo e secondo grado, per la quale è obbligatorio acquisire l’abilitazione attraverso il superamento di uno dei seguenti concorsi scuola: ordinario, straordinario e straordinario abilitante.

Per la scuola dell’infanzia e primaria, invece, il conseguimento della laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria, comprensivo di tirocinio finale, costituisce già un titolo abilitante.

È importante notare che anche gli aspiranti docenti che superano il concorso ma non rientrano tra i posti messi a bando, possono comunque conseguire l’abilitazione all’insegnamento, anche se non otterranno immediatamente un contratto a tempo indeterminato.

Per quanto riguarda invece l’abilitazione all’insegnamento per i posti di sostegno, è indispensabile frequentare il TFA Sostegno per acquisire la necessaria specializzazione. Solo dopo sarà possibile partecipare ai concorsi scuola.

È importante sottolineare che il superamento del TFA Sostegno non conferisce l’abilitazione all’insegnamento su Sostegno. Essa permette semplicemente di ottenere i titoli/requisiti di accesso utili sia per le Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) sia per i concorsi scuola, al fine di diventare un docente di ruolo a tutti gli effetti.

Riforma Bianchi

La Riforma Bianchi, come detto, ha introdotto l’abilitazione all’insegnamento come prerequisito essenziale per ottenere una posizione di stabilità a tempo indeterminato. Questa abilitazione viene ottenuta attraverso il completamento di un percorso formativo di 60CFU (Crediti Formativi Universitari) nelle discipline antropo-psico-pedagogiche, metodologie e tecnologie didattiche e linguistiche, che costituisce un percorso abilitante completo per i docenti.

Questo percorso può essere seguito sia durante il corso di laurea, come integrazione ai crediti necessari per il conseguimento del titolo, sia dopo aver ottenuto la laurea.

Con l’entrata in vigore della Riforma Bianchi, i nuovi requisiti per diventare docenti saranno i seguenti: laurea magistrale (o triennale per ITP) + percorso abilitante di 60 CFU + superamento del concorso + anno di prova in servizio con test finale e valutazione conclusiva, infatti prima di ottenere l’abilitazione, gli aspiranti docenti devono affrontare e superare una prova conclusiva che include anche una lezione simulata.

Il percorso di formazione di 60 CFU sarà organizzato direttamente dagli Atenei attraverso i centri universitari di formazione iniziale, in stretta collaborazione con il sistema scolastico.

La Riforma Bianchi prevede anche una fase di transizione che durerà fino al 31 dicembre 2024. Durante questo periodo, coloro che avevano acquisito i vecchi 24 CFU entro il 31 ottobre 2022 potranno utilizzarli per partecipare al concorso scuola, al TFA Sostegno e per l’aggiornamento delle Graduatorie provinciali per le supplenze.

Tuttavia, in caso di superamento del concorso, avranno l’obbligo di integrare i restanti CFU entro il primo anno di insegnamento a tempo determinato.

La Riforma prevede anche alcune eccezioni. La prima riguarda i “precari storici”, ovvero insegnanti con almeno 3 anni di servizio alle spalle – anche non continuativi – negli ultimi 5 anni, di cui almeno 1 anno nella specifica classe di concorso e almeno 180 giorni complessivi di servizio.

Per loro sarà possibile accedere al concorso senza ulteriori crediti formativi, ma dovranno acquisire almeno 30 CFU durante il primo anno di servizio a tempo determinato e affrontare la prova finale del percorso universitario di formazione iniziale per ottenere l’abilitazione all’insegnamento.

Un trattamento di favore è riservato anche ai docenti già abilitati in una classe di concorso o grado di istruzione e a coloro che hanno ottenuto la specializzazione sul sostegno. Secondo la Riforma Bianchi, potranno conseguire l’abilitazione in altre classi di concorso o gradi di istruzione acquisendo solo 30 CFU. 

Di questi, 20 CFU dovranno essere dedicati alle metodologie e tecnologie didattiche applicate alle discipline di riferimento, mentre i restanti 10 CFU dovranno essere di tirocinio diretto. Anche per loro, dopo il superamento del concorso, sarà necessario conseguire ulteriori 30 CFU e superare la prova finale prima dell’immissione in ruolo a tempo indeterminato.

Infine, per dare accesso all’insegnamento anche ai neolaureati, il Ministero dell’Istruzione mira a effettuare una selezione “aperta” per gli abilitati che sarà bandita nel corso del 2024, secondo il nuovo processo (laurea + 60 CFU). L’obiettivo è quello di permettere ai giovani neolaureati di insegnare, considerando che l’età media attuale del corpo docente si avvicina ai 51 anni.

Se vuoi conoscere le altre riforme apportate dal Ministro Bianchi durante il suo mandato, ti mettiamo a disposizione questa risorsa da consultare!

Domande frequenti

Negli ultimi anni, le università italiane stanno diventando sempre più consapevoli dell’importanza di fornire servizi e strumenti adeguati per rispondere alle esigenze degli studenti con disabilità e disturbi specifici dell’apprendimento. Questo impegno si estende anche alle università online, che possono svolgere un ruolo chiave nell’effettivo garantire del diritto allo studio.

La Riforma Bianchi ha introdotto importanti cambiamenti per gli aspiranti insegnanti. Oltre alla laurea, ora è richiesta l’acquisizione di 60 CFU, di cui almeno dieci in area pedagogica e un tirocinio non inferiore a 20 CFU. È inoltre obbligatorio superare un concorso pubblico e affrontare un periodo di prova di un anno prima di ottenere l’abilitazione definitiva.

Con l’entrata in vigore della Riforma Bianchi, l’unico modo per ottenere l’abilitazione all’insegnamento è partecipare e superare il concorso scuola per la scuola secondaria di primo e secondo grado. Per la scuola dell’infanzia e primaria, invece, è necessario conseguire la laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria, comprensiva di tirocinio finale.

La Riforma Bianchi prevede alcune eccezioni. Gli insegnanti precari con almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque anni avranno l’obbligo di acquisire solo 30 CFU dopo aver superato il concorso. Inoltre, coloro che possiedono già un’abilitazione in un’altra classe di concorso o per un altro grado di istruzione, o sono abilitati come insegnanti di sostegno, dovranno conseguire solo 30 CFU anziché 60.

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